Si è conclusa ieri la quattro giorni del Taormina Food Expo 2025. L’evento, promosso da CNA Sicilia e svoltosi al Parking Porta Catania dal 20 al 23 novembre, ha registrato un’eccezionale affluenza di pubblico e una massiccia partecipazione di imprese agroalimentari, confermandosi come uno degli appuntamenti cardine per il settore nel Mediterraneo.
Il successo della kermesse è stato decretato dalla presenza di migliaia di visitatori, appassionati e operatori del settore, che hanno animato gli stand e partecipato con grande interesse a tutti gli eventi in programma. Parallelamente, la vasta e qualificata adesione di aziende produttrici ha trasformato l’area espositiva in distillato delle eccellenze enogastronomiche siciliane e maltesi, offrendo un panorama completo e di alta qualità della filiera.
Il ricco programma di talk, show cooking, degustazioni e incontri B2B ha brillantemente centrato i suoi obiettivi: celebrare il riconoscimento di “Sicilia regione europea della gastronomia 2025”, sostenere la candidatura Unesco della cucina italiana e promuovere la dieta mediterranea come stile di vita e motore di sviluppo sostenibile.
Il convegno “Smart Food”, inserito nel programma Interreg Italia-Malta, ha aggiunto una fondamentale dimensione internazionale alla manifestazione, riunendo i principali attori della filiera agroalimentare siciliana e maltese e ponendo le basi per una nuova era di collaborazione transnazionale. Nel corso dell’incontro è stata presentata la piattaforma “Smart Food”, progettata per favorire l’innovazione, garantire la tracciabilità dei prodotti e aumentare la competitività delle imprese di tutta la filiera, creando un ponte concreto tra Sicilia e Malta.
“Con Taormina Food Expo CNA Sicilia sta portando avanti un ambizioso progetto di valorizzazione della filiera agroalimentare siciliana. Un vero e proprio ‘modello siciliano’ di qualità e sostenibilità, che si basa su una millenaria tradizione enogastronomica capace di innovarsi. Adottare una visione mediterranea diventa, quindi, strategico per quest’isola e l’Italia intera e sarà necessaria per affrontare insieme le sfide che coinvolgono le imprese dell’intera filiera agroalimentare, la transizione ecologica in primis, che deve poter essere una opportunità di crescita e di sviluppo. Dobbiamo, inoltre, difendere le nostre eccellenze contrastando l’italian sounding e la concorrenza sleale, attraverso un dialogo costante con le istituzioni. Solo così rafforzeremo le nostre imprese e tuteleremo i nostri territori”, ha commentato Francesca Petrini, presidente nazionale di CNA Agroalimentare.
“La straordinaria partecipazione di pubblico e aziende a questa edizione del Taormina Food Expo è la prova tangibile della vitalità del nostro agroalimentare – ha dichiarato Filippo Scivoli, presidente di CNA Sicilia, al termine dell’evento – Siamo riusciti a coniugare la celebrazione della nostra identità gastronomica con le concrete opportunità di business e la riflessione su temi cruciali per il futuro. La cornice di Taormina si è confermata il palcoscenico ideale per un progetto di questa portata, in grado di attrarre l’attenzione nazionale e internazionale”.
“Oltre ai numeri, che sono stati eccellenti, portiamo a casa una rinnovata energia nel rapporto con Malta, che rappresenta il primo tassello di una strategia di internazionalizzazione sempre più solida – ha aggiunto Piero Giglione, segretario della CNA regionale – L’interesse riscontrato dai buyer e dagli operatori internazionali conferma che la via dello scambio e della cooperazione nel Mediterraneo è quella giusta per far crescere le nostre imprese”.
“Dai talk sulla pesca sostenibile agli intensi incontri B2B, fino agli show cooking sempre gremiti, ogni momento è stato concepito per valorizzare l’intera filiera – ha concluso Tindaro Germanelli, coordinatore regionale di CNA Agroalimentare – Vedere tante aziende, dai produttori ai trasformatori, protagoniste di questo successo e dialogare con un pubblico così attento e numeroso, ripaga degli sforzi organizzativi e dimostra che stiamo lavorando nella direzione giusta: quella di un modello di sviluppo che sia davvero sostenibile, per le persone e per l’ambiente”.
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