Il tema del sovraindebitamento di lavoratori autonomi e piccole imprese è tornato al centro del dibattito pubblico dopo gli anni difficili segnati dalle crisi economiche e dalla pandemia. Non tutti sanno però che, accanto alle misure emergenziali, esiste una disciplina strutturale che consente di affrontare queste situazioni in modo ordinato.
Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza prevede infatti specifiche procedure di ristrutturazione dei debiti, anche fiscali, destinate a consumatori e piccoli imprenditori non soggetti a procedure concorsuali. In presenza di un sovraindebitamento “incolpevole”, è possibile presentare un piano tramite un Organismo di Composizione della Crisi (OCC) per ridurre e riorganizzare il debito in base alle reali capacità economiche del debitore, con la possibilità di sospendere azioni esecutive e, nei casi previsti, arrivare anche all’esdebitazione.
Parallelamente, il sistema delle PMI e dell’artigianato, che rappresenta circa il 98% del tessuto produttivo italiano, sta attraversando una fase di profonda trasformazione. La recente legge annuale sulle PMI e le misure previste per il rilancio dei Confidi puntano a rafforzare l’accesso al credito e a sostenere l’evoluzione delle imprese artigiane, anche attraverso una maggiore tutela della denominazione “artigiana”.
I dati mostrano un calo significativo del numero di imprese artigiane negli ultimi quindici anni, ma anche l’emergere di un “nuovo artigianato”: più orientato ai servizi, all’innovazione e all’integrazione tra manualità, competenze tecnologiche e relazione con il cliente.
I contributi raccolti nell’articolo pubblicato su Italia Oggi approfondiscono proprio questi due aspetti: gli strumenti per gestire le situazioni di crisi debitoria e le prospettive di trasformazione dell’artigianato italiano, elementi chiave per la tenuta e il rilancio del nostro sistema produttivo.
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