Il Presidente della CNA, Dario Costantini, e il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato a rafforzare la prevenzione dei rischi, la gestione delle emergenze e la continuità operativa degli artigiani e delle piccole e medie imprese.
L’accordo riconosce il ruolo strategico del tessuto produttivo diffuso, presidio fondamentale di coesione economica e sociale, e punta a valorizzarne competenze, conoscenza del territorio e capacità organizzativa a supporto del Servizio nazionale della protezione civile.
Il protocollo prevede lo sviluppo di attività congiunte per diffondere la cultura della prevenzione, promuovere la formazione di imprenditori e lavoratori e rafforzare la capacità delle imprese di affrontare eventi calamitosi e riprendere rapidamente l’attività.
Tra gli obiettivi principali, la definizione di strumenti operativi per la continuità aziendale, la diffusione di buone pratiche, il supporto alle imprese nelle fasi di emergenza e la promozione di modelli di collaborazione logistica sui territori.
La CNA metterà a disposizione la propria rete capillare, attivando sportelli territoriali e una task force dedicata alle emergenze, mentre il Dipartimento favorirà l’integrazione delle imprese nel sistema di protezione civile e la diffusione di strumenti informativi e di allerta.
Con questo accordo si rafforza un modello di collaborazione stabile tra Istituzioni e sistema produttivo, orientato a rendere più resilienti le comunità locali e a tutelare la continuità economica nei territori colpiti da eventi emergenziali.
“Oggi, grazie alla firma di questo Protocollo con la Protezione civile, la CNA si conferma una grande forza sociale mossa dalla passione”. Lo ha dichiarato il Presidente Nazionale CNA, Dario Costantini, sottolineando l’identità profonda dell’associazione. “Esiste una cifra umana che definisce la nostra confederazione: per noi imprenditori la CNA e le nostre imprese non sono un semplice hobby, ma innanzitutto una passione. In 80 anni di storia, la CNA non si è mai tirata indietro quando c’è stato bisogno di dare una mano agli altri, dimostrando di saper capire i bisogni del territorio e mettendosi a disposizione della collettività”.
“Oggi – ha aggiunto – ci assumiamo una nuova responsabilità attraverso il protocollo d’intesa con la Protezione Civile: si tratta di un impegno che dobbiamo ‘mettere a terra’ nei prossimi mesi, seguendo uno dei nostri slogan più riusciti: ‘fare, fare bene e fare insieme’, a cui aggiungiamo ora ‘fare presto’.
“Riceviamo una simbolica pacca sulla spalla da parte della Protezione civile italiana – ha concluso Costantini – sentendo, così, ancora di più la responsabilità di fare la nostra parte per il futuro del Paese.”
“In un Paese come l’Italia, caratterizzato da una rete diffusa di piccole imprese spesso a conduzione familiare, il vostro ruolo è decisivo anche nella gestione delle emergenze: le Pmi rappresentano un presidio di resilienza del territorio e il punto di partenza per la ripresa delle comunità” – ha dichiarato Fabio Ciciliano, capo del dipartimento della Protezione Civile a conclusione dell’iniziativa. “In questo contesto, la CNA svolge già un ruolo concreto sui territori dopo gli eventi emergenziali, contribuendo alla ripresa delle attività e al ritorno alla normalità. Il protocollo rafforza una collaborazione che si basa sulla preparazione e non sull’improvvisazione, rendendo più efficace e tempestiva la risposta alle crisi e la tutela delle comunità”.
“Con questo protocollo – ha affermato Nicola Tosi, direttore della divisione organizzazione della CNA – rafforziamo il ruolo della CNA come soggetto concorrente e sussidiario del sistema di Protezione Civile. Non ci limitiamo alla gestione dell’emergenza ma mettiamo in campo la nostra capillarità territoriale e il pragmatismo delle imprese artigiane, trasformando la vicinanza alle comunità in resilienza concreta, dalla prevenzione al supporto post-evento. “Parliamo di una rete unica nel Paese – ha aggiunto – 600.000 associati complessivi, di cui 300.000 imprese, 6.000 dipendenti e oltre 1.000 sedi diffuse in modo omogeneo che rappresenta un’infrastruttura di prossimità senza eguali. Una forza organizzata capace di garantire risposte immediate e operative, proprio nei luoghi in cui l’emergenza si manifesta.”
Nel corso dei lavori si sono susseguiti gli interventi dei rappresentanti delle CNA territoriali colpiti da eventi calamitosi. Cinzia Grassi, direttrice di CNA Toscana Centro, ha ricordato l’alluvione del 2023. “Quando si verificano questo tipo di eventi – ha chiarito – si ha un impatto immediato, prima, e di filiera poi. Come nel periodo Covid, abbiamo svolto un ruolo di sussidiarietà con la funzione pubblica a vantaggio sia delle imprese che di tutta la comunità”. Un ruolo che ha rivendicato anche Franco Napolitano, direttore della CNA di Forlì Cesena, che ha ricordato gli eventi dell’alluvione in Emilia Romagna, sempre nel 2023. “Abbiamo subito danni alle nostre stesse strutture territoriali – ha detto – gli uffici, i server, i computer erano invasi dall’acqua. Così come le nostre 6000 imprese. Abbiamo perciò costituito una task force svolgendo un’azione di censimento delle imprese danneggiate; creando data base per raccogliere le prime esigenze e informare le imprese; e infine dando supporto e assistenza alle aziende sia per i primi aiuti che per i successivi contributi pubblici messi a disposizione dalle istituzioni”. Particolarmente sentito l’intervento di Giampaolo Miceli coordinatore CNA Sicilia Balneari il quale ha ricordato la recente catastrofe del ciclone Harry e la terribile frana di Niscemi. Anche da parte della CNA siciliana si è fatto tesoro dell’esperienza Covid dando risposte immediate alle imprese distrutte e prezioso è stato il ruolo delle informazioni erogate. “Nel giro di 48 ore – ha chiarito Miceli – abbiamo dato il quadro dei danni alla protezione civile”. “La nostra rete associativa – ha aggiunto – è di fatto una protezione civile, non a caso nostre aziende si sono prodigate non solo per loro stesse, ma per tutta la comunità locale: ricordo i nostri imprenditori che bloccavano le persone impegnate a farsi i selfie di fronte alla furia del ciclone Harry”. Ha concluso le testimonianze Giacomo Mugianesi della CNA Marche che ha ricordato le alluvioni del 2014 e del 2022. “E’ importante sapere, formarsi e documentarsi perché spesso proprio così ci si salva la vita – ha concluso – il protocollo di oggi, anche per questo, è di fondamentale importanza”.
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