Nell’ultima nota sull’andamento dell’economia italiana, l’Istat segnala che negli ultimi quattro anni sono aumentati del 25% i prezzi dei beni alimentari che, nel nostro paese, rappresentano oltre un quinto del valore economico dei beni e servizi consumati dalle famiglie italiane e il solo cibo, si legge nella nota, vale in media il 16,6% della spesa.
“L’aumento dei prezzi dei beni alimentari, beni in prevalenza necessari, colpisce in maniera rilevante le famiglie, e i consumatori in generale. In questi ultimi 4 anni le piccole imprese della produzione primaria, come della trasformazione, hanno subito le conseguenze dell’impennata del costo dell’energia, dei concimi, dei prodotti fitosanitari, dei mangimi con aumenti che in alcuni casi hanno sfiorato anche il 100%, e questi aumenti non si sono tradotti in una maggiore quotazione del prodotto in campagna. Va ripensata, dunque, l’intera filiera perché è a rischio la sopravvivenza stessa delle imprese più piccole, strette tra bassi margini e aumenti dei costi”, commenta Francesco Annino, presidente nazionale CNA Agricoltori.
Istat evidenzia che il prezzo del cibo a settembre 2025 è cresciuto del 26,8% rispetto ad ottobre 2021. Gli alimentari freschi sono aumentati del 26,2%, quelli lavorati del 24,3%, mentre i prodotti vegetali registrano un aumento del 32,7%, latte, formaggi e uova +28,1% e, infine, pane e cereali +25,5%.
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