Nei primi nove mesi del 2025 le Marche hanno perso 471 imprese attive, passate da 131.749 a 131.278. Lo comunicano gli uffici studi di CNA Marche e Confartigianato, che hanno elaborato i dati Infocamere Movimprese. Il calo riguarda soprattutto commercio (-536 imprese), manifattura (-403) e agricoltura (-313). Nel manifatturiero il settore più colpito è il calzaturiero con 147 chiusure. In controtendenza l’edilizia, che nonostante la fine del superbonus 110 registra 57 imprese in più, trainate dagli appalti della ricostruzione. Crescono anche alloggio e ristorazione (+86), attività finanziarie e assicurative (+152), immobiliari (+190) e servizi alle imprese (+115).
Per forma giuridica, diminuiscono società di persone (-519), imprese individuali (-453) e cooperative e consorzi (-122), mentre aumentano le società di capitali (+623). “Il fatto che a cessare l’attività sono state soprattutto le imprese individuali e le società di persone – dicono i segretari regionali Moreno Bordoni (CNA) e Gilberto Gasparoni (Confartigianato) – mentre crescono le società di capitali dimostra che il sistema produttivo marchigiano è sempre più moderno e innovativo, mentre continua la sofferenza delle micro e piccole imprese tradizionali. Parte di queste cessazioni possono dipendere dalla trasformazione societaria”.
Le due associazioni chiedono un incontro al presidente della Regione, Francesco Acquaroli, e all’assessore regionale allo Sviluppo economico, Giacomo Bugaro, per presentare i dati.
“Vogliamo – annunciano Gasparoni e Bordoni – individuare insieme le azioni utili a rilanciare le imprese artigiane e quelle di piccole dimensioni. Per la nuova legislatura chiediamo di costruire un percorso condiviso di sviluppo e competitività con al centro l’estensione della Zes a tutta la regione, le infrastrutture viarie e telematiche, l’accesso al credito sostenendo i consorzi fidi e la semplificazione burocratica”.
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