“In un anno di profonda transizione nel percorso di ripresa dopo lo scoppio della pandemia, come sarà il 2021, avere una conoscenza diretta delle esigenze delle aziende italiane che fanno affari con la Cina risulta essere un esercizio fondamentale. È per questa ragione che la fondazione Italia Cina, nel conseguimento della propria mission istituzionale, ha avviato una indagine conoscitiva per capire le aspettative, le impressioni e le necessità delle imprese italiane nei riguardi della Cina, con l’obiettivo di fornire indicazioni per migliorare le relazioni commerciali tra Roma e Pechino.” Queste le parole di apertura della prefazione, a firma di Mario Boselli, presidente Fondazione Italia Cina, del Rapporto del Centro Studi per l’Impresa della Fondazione.

Lo studio dal titolo: “Il ruolo delle Pmi nelle relazioni fra Italia e Cina: analisi di scenario e indicazioni di soci e imprese” è stato presentato oggi in un incontro online in cui sono stati illustrati anche i risultati del sondaggio “Quale Cina per le Pmi” condotta tra i soci della Fondazione Italia Cina, della Camera di Commercio Italo-Cinese e tra selezionate imprese e Pmi italiane che operano con la Cina individuate anche grazie a CNA.

Dall’indagine si evince come le Pmi italiane siano interessate alla Cina come mercato di sbocco per i propri prodotti, preferendo questa opzione all’indicazione della Cina come sede della produzione di prodotti a basso costo. Indicazioni coerenti con la transizione in corso dell’economia cinese da “fabbrica del mondo” a mercato di consumo.

Al webinar hanno partecipato oltre al cav. Mario Boselli, che ha aperto i lavori, il ministro consigliere per Economia e Commercio dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia, Li Bin, il responsabile Ufficio Promozione e Mercato Internazionale CNA, Antonio Franceschini. L’evento è proseguito con la presentazione e l’analisi del Rapporto da parte di Marco Bettin, direttore operativo Fondazione Italia Cina, e  di Filippo Fasulo, direttore CeSIF e con un intervento dedicato alle prospettive e criticità per le Pmi nella Belt and Road Initiative da parte di Alessia Amighini, co-head Asia Centre ISPI e professoressa Università del Piemonte Orientale.

 “La Cina rappresenta indubbiamente una realtà di grande interesse Rapporto – ha dichiarato nel suo intervento Antonio Franceschini – e tante sono le sollecitazioni anche recenti che ci hanno portato a realizzare riflessioni per definire progettualità e modalità di supporto alle Pmi che sono oggetto di questo. Come CNA siamo chiamati a portare il nostro contributo a tematiche di ampio e complesso respiro come la Belt and Road Initiative, ad altre più immediate come il China International Import Expo di Shanghai. Le nostre imprese, i nostri sistemi economici hanno necessità di approfondire i contenuti della BRI, le implicazioni che questa comporta anche in termini geopolitici e di possibile ridefinizione di rotte legate alle catene globali del valore. Il CIIE rappresenta una opportunità per portare sul mercato cinese bellissime realtà del made in Italy legate ai settori più tradizionali, ma anche una occasione per far comprendere come il nostro Paese esprima eccellenze in produzioni tecnologicamente avanzate. Insomma, quello che vogliamo trasmettere ai mercati di tutto il mondo, e in particolare alla Cina che è l’oggetto del confronto odierno, è che l’Italia è un grande patrimonio di conoscenze e di cultura che le sue Pmi sanno declinare in beni e strumenti di ineguagliabile valore”.

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