C’è ottimismo per il mondo del vino italiano, che resta uno dei principali brand del made in Italy, nonostante le preoccupazioni di alcuni produttori, che guardano all’incertezza di un comparto alle prese con i dazi e i consumi che sono cambiati. Un futuro “rosè” con un interesse sempre più marcato verso le produzioni di nicchia, che siano però di altissima qualità. A scattare la fotografia del positivo stato di salute del comparto vinicolo è stata la nona edizione di In Vino Civitas, il salone del vino svoltosi dal 18 al 20 ottobre a Salerno, al Tempio di Pomona, organizzato dall’associazione Createam, con CNA Salerno e con la Camera di Commercio; 500 le etichette di vini presenti provenienti da quasi tutte le regioni italiane. La conferma dell’ottimismo che si respira nel settore arriva anche dal feedback positivo lasciato nella terza ed ultima giornata dagli 11 operatori internazionali intervenuti all’evento grazie all’incoming curato da CNA e ICE (Istituto Commercio estero), che per il quarto anno hanno confermato l’attenzione per quest’appuntamento. La delegazione straniera, giunta a Salerno nell’ambito del progetto OpportunItaly sostenuto dal Ministero affari esteri e ITA – Italian Trade Agency, ed accompagnata dalla direttrice di CNA Salerno, Simona Paolillo, ha avuto modo di visitare la cantina Fontanavecchia di Torrecuso, dove è stata accolta da Beppe Rillo, che ha incantato gli ospiti con una selezione delle sue etichette, espressione autentica del territorio beneventano.
Successivamente, i buyer si sono trasferiti in Irpinia, a Paternopoli, presso la cantina Vinosia, dove Luciano Ercolino li ha guidati in una degustazione coinvolgente dei suoi pregiati bianchi e rossi, accompagnando gli ospiti in un vero e proprio viaggio sensoriale dei suoi vini.
L’interesse e l’entusiasmo dei buyer li ha poi portati a richiedere un fuoriprogramma: una visita presso la nuova cantina di Marisa Cuomo, in costiera amalfitana. Agli apprezzamenti degli operatori internazionali, si sono aggiunti quelli dei 63 espositori e delle migliaia di visitatori che hanno gradito il coraggioso cambio di location, dalla Stazione Marittima al Tempio di Pomona, dando all’evento un senso di maggiore appartenenza alla città, con il centro storico animato non solo nella tre giorni del Salone, ma anche in una preview, “Via col Vino”, tutta dedicata al binomio vino e artigianato, sviluppatasi tra eventi di promozione del vino, e con le botteghe diventate vetrine per mostre di artigianato. Tre opere in ceramica vietrese, realizzate dal maestro Lucio Ronca, sono anche state consegnate come premi, tra questi quelli attribuiti a Villa Russiz e Villa Montepaldi.
“Abbiamo voluto valorizzare due aziende che si sono distinte per la sostenibilità sociale e ambientale”, ha spiegato Antonio Citro, presidente provinciale di CNA Salerno. “Quest’edizione ci ha consentito di misurare il valore culturale della proposta progettuale, il senso di comunità e appartenenza e gli interessi commerciali – ha rimarcato la direttrice di CNA Salerno, Simona Paolillo – fattori su cui CNA si concentra ogni giorno. Siamo pienamente soddisfatti e puntiamo alla decima edizione”.
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