“L’inasprimento dei dazi sarebbe devastante. Sarebbe un durissimo colpo su oltre 100 miliardi di export verso gli Stati Uniti”. Il Presidente nazionale CNA, Dario Costantini, dal palco dell’assemblea di CNA Emilia-Romagna, rilancia le preoccupazioni per gli effetti della politica commerciale dell’amministrazione Trump. “L’anno scorso l’export italiano negli Stati Uniti è stato pari a 67 miliardi ma abbiamo calcolato che c’è anche un export indiretto che vale circa 40 miliardi e che si concentra su meccanica, moda e agroalimentare. Se gli Stati Uniti rappresentano il 10,4% delle vendite all’estero del Made in Italy, per le piccole sfiora il 18%. Circa il 25% di un’auto tedesca contiene componentistica che viene prodotta da piccole imprese dell’Emilia-Romagna, del Piemonte, della Lombardia”.
“Sono giorni decisivi – ha detto Costantini – le istituzioni europee e i singoli paesi sono chiamati a una prova importante che segnerà anche il prossimo futuro. C’è assoluto bisogno di una vera unità dell’Europa, funzionale agli interessi dei cittadini e delle imprese e non a improbabili tornaconti politici”.
“Molti dimenticano che le imprese stanno già vendendo negli Stati Uniti con un inasprimento dei dazi e gli effetti li stiamo già vedendo, specialmente sulle nostre piccole imprese. Da qualche settimana registriamo con preoccupazione un aumento di quel brutto fenomeno che si chiama ritardo dei pagamenti. Le piccole imprese sono le vittime preferite”.
Per moltissime nostre imprese l’export verso gli Stati Uniti, la componentistica verso Germania e Francia rappresenta quote consistenti di fatturato e per decine di migliaia di piccole aziende quei mercati sono gli unici dove vendono. “Una chiusura del mercato americano sarebbe devastante. Moltissime imprese – ha detto Costantini – si troverebbero in pochi giorni con ricavi a zero, una riedizione di quello che hanno vissuto con la pandemia”.
“Per questo il governo e l’Europa devono farsi carico di misure straordinarie. Al governo chiediamo di riattivare subito il tavolo a Palazzo Chigi sull’export dove al primo incontro è stato assicurato che avrebbe messo sul piatto 25 miliardi a favore delle imprese colpite dai dazi”.
Molte imprese sono state obbligate ad andare all’estero, spesso senza alcun sostegno, perché la domanda interna è debolissima. Il valore dei consumi interni l’anno scorso era ancora inferiore dell’1,1% rispetto al 2007. Nello stesso periodo in Spagna c’è stato un aumento del 2,3%, in Francia del 12,6% e in Germania del 13,4%.
“Le nostre imprenditrici e i nostri imprenditori sono stanchi di ascoltare lezioni dai politici su come gestire la propria azienda, quali strategie adottare. Abbiamo il massimo rispetto per la politica – ha sottolineato – rappresenta una funzione essenziale ma i politici devono fornire risposte e non fare gli esperti d’impresa, tanto più che moltissimi di loro dentro una piccola imprese non ci sono mai entrati”.
La politica, europea e italiana, piuttosto deve attrezzarsi a fornire risposte “veloci”. “Due esempi: Transizione 5.0 ha richiesto 490 giorni per essere messa a terra, alle imprese 360 giorni per fare lo slalom tra la foresta del regolamento, progettare, finanziare, realizzare e ultimare l’investimento.
Fondo per l’autoproduzione: 320 milioni per impianti da fonti rinnovabili. Bene, per scrivere la misura sono occorsi 584 giorni, alle imprese ne sono stati concessi soltanto 74, festivi compresi”.
L’assemblea ha confermato presidente Paolo Cavini il quale ha evidenziato che “è da anni che lavoriamo a una nuova idea di rappresentanza, sempre più vicina alle imprese. Vogliamo conoscerle davvero, comprenderne i bisogni reali, per poter essere un interlocutore competente e propositivo ai diversi livelli istituzionali. Immagino CNA come una ‘lobby di valori’, dove il sapere dell’imprenditore si affianca alla competenza del funzionario: è da questa alleanza che può nascere una rappresentanza capace di fare la differenza”.
Tra le priorità del nuovo mandato, Cavini ha indicato il coinvolgimento dei giovani: “Dobbiamo parlare il loro linguaggio, usare i loro strumenti, avvicinarli al mondo delle imprese e far conoscere loro la ricchezza del nostro sistema produttivo. Per questo serve una Regione che sia al fianco delle imprese, pronta a sostenerle e a creare sinergie tra di loro. La nostra rappresentanza deve essere utile, necessaria e portatrice di valore per chi ogni giorno fa impresa”.
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