CNA Pensionati Rimini: “Non possiamo restare in silenzio di fronte alla tragedia umanitaria in Palestina”
CNA Pensionati di Rimini, in occasione dell’ultima riunione provinciale, ha espresso una profonda preoccupazione per l’aggravarsi della crisi umanitaria in corso nella Striscia di Gaza. Di fronte a una tragedia che coinvolge migliaia di civili, molti dei quali donne, anziani e bambini, l’associazione ritiene sia doveroso esprimere il proprio fermo dissenso.
“Non possiamo restare spettatori di fronte a ciò che sta accadendo – dichiara Renato Ioli, presidente di CNA Pensionati Rimini –. La drammatica situazione in Palestina, causata da un conflitto che sembra non avere fine, ha assunto i contorni di un’emergenza umanitaria senza precedenti. Fame, carestia, mancanza di cure mediche, distruzione delle infrastrutture di base e sfollamenti forzati sono ormai all’ordine del giorno. Una popolazione intera è stremata da mesi di guerra, bombardamenti e privazioni”.
CNA Pensionati Rimini si unisce così al coro di quanti, nel mondo e in Italia, chiedono con forza l’immediata cessazione delle ostilità nella Striscia di Gaza, affinché si creino le condizioni minime per una tregua duratura e per la ripresa del dialogo politico e diplomatico.
“Chiediamo – prosegue Ioli – che sia garantito il pieno accesso ai corridoi umanitari, affinché le organizzazioni internazionali possano intervenire tempestivamente portando aiuti concreti e salvavita a chi si trova in condizioni disperate. Non è più tollerabile assistere impotenti al collasso di un’intera società civile sotto i colpi del conflitto”.
In quanto organizzazione che rappresenta le pensionate e i pensionati del territorio riminese, CNA Pensionati rivendica il valore della solidarietà e della responsabilità collettiva, e sottolinea come la pace, la giustizia e il rispetto dei diritti umani debbano essere i pilastri fondamentali di ogni convivenza democratica.
“Il nostro non è un gesto politico, ma un appello umanitario – conclude il presidente Renato ioli –. Chiediamo che si ponga fine alle sofferenze di un popolo e che la comunità internazionale si assuma fino in fondo il compito di ristabilire le condizioni per una convivenza pacifica, equa e rispettosa della dignità di ogni essere umano”.