Risarcimento dell’8% sul prezzo d’acquisto. Sono più di 200 le riminesi interessate.
Dopo dieci anni è arrivata la sentenza del Tribunale di Milano. CNA Rimini: “Scelta coraggiosa e lungimirante”. E’ ancora possibile aderire all’azione per richiedere i rimborsi per i veicoli acquistati tra il 1997 e il 2011

Il Tribunale di Milano ha riconosciuto le ragioni di CNA Fita nel procedimento contro il cartello dei costruttori di autocarri, stabilendo un risarcimento pari all’8% del prezzo di acquisto dei mezzi, per una media di circa 13mila euro a veicolo, interessi inclusi.

Un risultato che coinvolge direttamente anche le imprese della provincia di Rimini. Complessivamente sono più di 200 le aziende della provincia interessate dai risarcimenti e allo stato attuale ammontano a circa 210 mila euro i risarcimenti già riconosciuti alle imprese riminesi (a circa un quinto del percorso).

Le istanze e le prime adesioni all’azione risarcitoria partirono, infatti, anche dal territorio riminese, dove numerosi autotrasportatori decisero di affidarsi alla rappresentanza associativa per far valere i propri diritti dopo l’accertamento della Commissione Europea del 2016. Secondo Bruxelles, i principali costruttori di camion avevano agito per anni attraverso un cartello illecito, coordinando i prezzi a danno degli acquirenti.

Nel 2017 CNA Fita, con il supporto dello Studio Legale Scoccini & Associati e di A.L.I. Antitrust Litigation Investment SpA, avviò formalmente l’azione risarcitoria, assumendosi la responsabilità di una battaglia complessa contro i colossi industriali del settore. Una scelta che allora apparve coraggiosa, soprattutto in un contesto in cui sul mercato circolavano proposte di chiusura rapida con ristori di poche centinaia di euro a mezzo.

A distanza di dieci anni, la sentenza del Tribunale di Milano – pur non ancora passata in giudicato – rappresenta un punto fermo. I giudici hanno riconosciuto un risarcimento superiore alla media europea liquidata in via equitativa, generalmente attestata intorno al 5%, accogliendo le analisi economiche presentate dai consulenti degli associati CNA Fita.

Per CNA Rimini si tratta di un passaggio di grande rilievo. Le imprese locali che avevano acquistato veicoli nel periodo compreso tra il 1997 e il 2011 potranno vedere riconosciuto un ristoro concreto per il sovrapprezzo pagato a causa dell’intesa illecita. Un risultato che conferma, sottolinea l’Associazione, come la rappresentanza organizzata sia uno strumento decisivo per tutelare le piccole e medie imprese di fronte a dinamiche di mercato distorsive.

La vicenda, premiata già nel 2017 dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato come migliore iniziativa nel mondo associativo, si traduce ora in un esito tangibile anche per gli autotrasportatori riminesi che hanno creduto nell’azione collettiva.

“Devo dire che CNA è stata brava a crederci fin da subito: è stata l’unica associazione a mettere in piedi questa class action. All’inizio c’era parecchio scetticismo, perché quando ti trovi a sfidare le grandi case costruttrici di camion, per un piccolo autotrasportatore sembrava impensabile poter ottenere un risultato concreto – afferma l’autotrasportatore Gianni Braschi -. Eppure questa è la dimostrazione plastica che l’unione fa la forza. Il vero valore dell’associazione è stato proprio quello di mettere insieme tanti piccoli imprenditori che, facendo squadra, sono riusciti a tenere testa ai grandi colossi.”

“Ringrazio CNA per aver portato avanti questa battaglia al fianco delle piccole aziende locali in un momento in cui nessuno o quasi sembrava crederci – dice l’autotrasportatore Giuseppe Paolo Vernazzaro -. L’assistenza fornita è stata preziosa e il risultato raggiunto una grande soddisfazione. L’associazione mi ha guidato passo dopo passo in questo percorso dando vita ad una sinergia importante per le imprese del territorio”.

Questa sentenza dimostra che quando il sistema associativo fa squadra e lavora con visione, i risultati arrivano – commenta Davide Ortalli, direttore di CNA Rimini –. Anche dal nostro territorio è partita una forte richiesta di tutela. Oggi possiamo dire alle imprese riminesi che hanno avuto fiducia in CNA di aver fatto la scelta giusta”.

Sulla stessa linea Matteo Fabbri, responsabile di Fita CNA Rimini: “Abbiamo creduto fin dall’inizio in questa battaglia, quando sembrava una strada lunga e incerta. Molti autotrasportatori della provincia hanno aderito con determinazione. Il riconoscimento di un risarcimento restituisce dignità economica al nostro lavoro e conferma che la rappresentanza è lo strumento più efficace per difendere le piccole imprese”.

CNA Fita ricorda che è ancora possibile aderire all’azione per richiedere i rimborsi relativi al cartello autocarri per i veicoli acquistati tra il 1997 e il 2011. Per molte imprese del territorio potrebbe rappresentare un’opportunità concreta di recupero economico dopo anni di attesa.

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