É stato un confronto ricco di interventi quello avvenuto sabato scorso nei locali della Casa Don Diana che ha visto la partecipazione della Presidente nazionale CNA Agroalimentare, Francesca Petrini, e del neoletto Presidente nazionale CNA Agricoltori, Francesco Annino.
Il progetto vede lavorare fianco a fianco CNA Agroalimentare e Altragricoltura in un percorso congiunto che intende sviluppare proposte condivise sul settore agroalimentare e, al contempo, sperimentare relazioni e collaborazioni tra tutti gli operatori della filiera, dagli agricoltori ai ristoratori passando per i produttori e trasformatori.
“Esprimo grande soddisfazione per aver partecipato alla Costituente per la Sovranità Alimentare, avviata il 17 e 18 ottobre a Casal di Principe. È stato un momento importante, il primo confronto ufficiale di un percorso che vuole mettere al centro le persone, il lavoro e le comunità, aprendo uno spazio comune a tutti coloro che credono nel cambiamento per l’agroalimentare del futuro. Casa Don Diana non è stata soltanto la sede fisica dell’incontro, ma un vero e proprio simbolo di legalità, un luogo che rappresenta l’impegno per un lavoro e un cibo davvero sano, equo e rispettoso delle persone e dell’ambiente”, il commento della Presidente Petrini.
Con il Forum sulle Riforme CNA Agroalimentare e Altragricoltura hanno intrapreso un percorso per costruire proposte concrete per l’agroalimentare del futuro, mentre il Laboratorio Rete di Pratiche Sociali, Economiche e Sindacali consente di sperimentare nuove forme di alleanza tra imprese, lavoratori e cittadini.
“Il progetto sulla Sovranità Alimentare portato avanti da CNA e Altragricoltura mira a valorizzare il legame tra filiera, territorio e comunità, superando l’agricoltura industriale e dipendente dai mercati globali. Per queste ragioni lavoreremo insieme per restituire ai territori il controllo sulla produzione e sul consumo di cibo”, dichiara il presidente Annino.
Il progetto UNIAPA, che unisce agricoltori, allevatori, pescatori e artigiani, recentemente introdotto nell’accordo quadro siglato con Altragricoltura, rappresenta un esperimento unico in Italia: va oltre il concetto di filiera intesa solo in termini produttivisti, riconoscendo che il cibo sano, nutriente e giustamente remunerato implica al tempo stesso l’accoglimento di una dimensione sociale ed ambientale, fondamenti essenziali del vero Made in Italy. Questo modello di sviluppo non è predatorio, ma equilibrato: mette le comunità e le famiglie al centro, perché dietro ogni lavoro ci sono reti di famiglie, veri pilastri della nostra società.
“Partecipare a questa iniziativa significa credere in un futuro in cui impresa, sostenibilità e qualità della vita possono crescere insieme. È un passo concreto verso un’Italia più giusta, responsabile e solidale”, chiosa Petrini.
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