CNA Federmoda ha partecipato agli Stati generali della moda in Abruzzo con l’intervento della presidente nazionale, Doriana Marini, che ha portato al centro del dibattito un tema cruciale per il futuro del settore: l’internazionalizzazione come leva strategica per la competitività delle micro, piccole e medie imprese italiane.
Nel suo intervento, Marini ha sottolineato come la filiera moda stia attraversando una fase complessa. In particolare, da qualche tempo stanno venendo alla luce fenomeni di illegalità che rischiano di minare la credibilità del Made in Italy, accompagnati da un aumento degli adempimenti, da processi rallentati dalla burocrazia e da una crisi che colpisce in modo particolare l’anello più fragile della catena produttiva. “In questo contesto – ha spiegato la presidente di CNA Federmoda – internazionalizzare non significa solo esportare, ma mettere le aziende nelle condizioni di restare sul mercato, crescere e rispondere a standard sempre più elevati”.
Le fiere come strumento strategico
Marini ha evidenziato il ruolo determinante delle fiere internazionali: luoghi concreti in cui le imprese incontrano buyer, distributori e partner, misurano il mercato e costruiscono relazioni commerciali durature. “La fiera – ha affermato – non è un punto di arrivo, ma l’inizio della relazione. Serve preparazione prima e lavoro serio dopo: cataloghi chiari, listini comprensibili, risposte tempestive, follow-up”. Marini ha richiamato l’impegno crescente di CNA Federmoda nel promuovere collettive fieristiche pensate su misura per le Pmi, come quelle realizzate con Milano Fashion & Jewels e Maredamare, capaci di aumentare visibilità e competitività delle aziende.
Spazi condivisi, condizioni agevolate per le imprese associate, servizi inclusi di comunicazione e supporto tecnico, possibilità di partecipare a sfilate e iniziative congiunte: un modello che permette anche alle piccolissime realtà di accedere a contesti internazionali di alto livello.
La presidente di CNA Federmoda ha ricordato, inoltre, il valore del protocollo siglato con Lineapelle, definendolo “un passaggio fondamentale che ha aperto il mondo delle grandi fiere alla piccola impresa, offrendo accesso, ascolto e strumenti a chi spesso restava ai margini per costi e complessità”. Nel suo intervento, Marini ha inoltre lanciato un appello: “Servono politiche che incentivino la collaborazione tra confederazioni e sistema fieristico, e che facilitino percorsi collettivi per le Pmi. Le collettive rappresentano il ponte più efficace tra vetrine internazionali e piccole produzioni locali”. Il valore non ricade su una singola azienda, ma sull’intero comparto moda italiano.
Fare sistema per crescere
“Il mondo cerca l’Italia non solo per il prodotto, ma per la filiera – ha concluso la presidente di CNA Federmoda – e la filiera si mostra meglio quando si muove insieme. La collettiva non è un ripiego: è una porta d’accesso che consente anche al piccolo di sedersi al tavolo dei grandi. Il nostro obiettivo è trasformare ogni partecipazione in un’opportunità concreta e mettere le imprese nelle condizioni di farsi vedere, farsi capire, farsi scegliere”.
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