“Le imprese culturali e creative sono il luogo dove la creatività incontra l’impresa: occorre saper coltivare la cultura per renderla produttiva. Tre sono le tendenze emergenti: l’interazione col turismo, l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi creativi e il welfare culturale. L’Ia porta rischi di impoverimento culturale, ma proprio per questo le discipline umanistiche saranno sempre più centrali”. Così la vicepresidente CNA nazionale, Marianna Panebarco, al convegno “Generare visioni. Cultura, creatività e Università per l’economia del territorio. Il ruolo delle imprese culturali e creative”, organizzato dalla CNA di Ravenna.
L’evento, svoltosi il 23 ottobre alla sala Nullo Baldini del Palazzo della Provincia di Ravenna è stata l’occasione per porre le basi un percorso di condivisione con le Istituzioni del territorio per valorizzare le Imprese Culturali e Creative del territorio.
Ha introdotto l’iniziativa Enrico Rosso, presidente della CNA Comunale di Ravenna, che ha tracciato un profilo del settore: “Le industrie culturali e creative rappresentano uno dei cinque settori che guidano la crescita economica in Emilia-Romagna secondo la strategia di specializzazione regionale. I numeri parlano chiaro. In Emilia-Romagna le imprese culturali e creative occupano oltre 102.000 addetti, generando quasi 13 miliardi di euro di fatturato. A Ravenna contiamo 6.800 addetti nel settore, e cresciamo a fine 2023 del 3% mentre province limitrofe registrano incrementi anche del 15-20%. La cultura e la creatività hanno un ruolo cruciale per lo sviluppo sociale e la coesione territoriale. Come CNA abbiamo l’obiettivo di accompagnare le imprese esistenti verso il riconoscimento delle ICC, aiutare le imprese a colmare il divario digitale e di intelligenza artificiale. Crediamo, infine, che Ravenna possa diventare un modello per l’integrazione tra patrimonio culturale, imprese creative e formazione universitaria”.
Dopo i saluti istituzionali del vicesindaco di Ravenna, Eugenio Fusignani, e del presidente CNA Territoriale Ravenna, Matteo Leoni, che ha sottolineato come questi temi siano importanti non solo per le imprese più innovative, ma anche e soprattutto per i mestieri più tradizionali che devono confrontarsi e dialogare con modernità e innovazione, i partecipanti hanno potuto ascoltare le voci di due rappresentanti di questo settore: Camilla Coccari, che realizza pezzi di bigiotteria profondamente legati all’identità e al patrimonio culturale di Ravenna, e il visual artist Matteo Succi, che ha raccontato la sua esperienza imprenditoriale di eccellenza, riconosciuta e richiesta in tutto il mondo.
Si è poi aperta la tavola rotonda, moderata dalla giornalista Elena Nencini, a cui hanno partecipato, oltre alla vicepresidente Panebarco, Fabio Sbaraglia, assessore alle Politiche Culturali, Università, Mosaico, Sviluppo Economico del Comune di Ravenna, Niccolò Bosi, consigliere della Regione Emilia-Romagna, componente della Commissione VI – Parità e Diritti e Cultura, Elena Vai, direttrice scientifica del Centro di Ricerca sulle Industrie Culturali e Creative – Università di Bologna.
Ha concluso l’iniziativa il direttore della CNA Territoriale di Ravenna, Massimo Mazzavillani: “Il capitale relazionale resta il vero elemento unificante di un settore trasversale come questo, dove le imprese compongono un distretto molto ampio e formano filiere molto lunghe. Le imprese più innovative sono quelle che riescono a mettere la relazione e la capacità di collaborare per trovare nuove vie, nuovi percorsi di sviluppo, al centro del proprio business.”
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